Basi del Metodo di Bilanciamento Dinamico (DBM)

I due vettori puri

Particolare di monile etrusco ritrovato a Bolsena riportante simboli riferibili alla swastika

Il Bilanciamento Dinamico (DBM) è un metodo e una rappresentazione formale che vede il mondo naturale soggetto a due forze contrapposte, ognuna delle quali assoggettata ad una propria logica, separata e indipendente quella dell’altra.
Il primo vettore è una derivata ascensionale o contro-gravitazionale: significa tendere verso il cielo. Psico-socialmente rappresenta l’espressione evolutiva, l’affermazione dell’individualità, l’aspirazione alla condizione divina, il “dover essere” o “dover divenire”. Politicamente corrisponde ai movimenti ispirati dall’affermazione di un’unica ideologia, religione, legge… di tipo totalitario, assoluta. Da un punto individuale rappresenta sia l’ego che la trascendenza selettiva, la ricerca del premio nell’al di là.
Il secondo vettore è una derivata gravitazionale o contro-ascensionale: significa aspirare alla terra. Psico-socialmente rappresenta la visione degli esseri viventi come gregge, prima, e come materia, poi; il materialismo oggettuale l’economia e il metabolismo in quanto succedersi di anabolismo e catabolismo, di trasformazione delle strutture tendente alla massima indifferenziazione; l’indifferenza materialistica e la manipolazione delle masse attraverso forme di governo populista, il “panem et circense” delle leggi di mercato assolutizzate e la superproduzione unita all’eccesso dei consumi sono i tratti socio-politici.

L’azione generata dall’attrito dell’alternanza

Il moto di avanzamento orizzontale non è un vettore naturale, ma culturale degli esseri animati, gli animali e gli esseri umani fra questi. Essi sfruttano a proprio vantaggio ognuno dei due vettori per generare un proprio movimento: l’azione. Diversamente dai due vettori il cui fine è scaricare la propri forza nella direzione a cui tendono, eliminando gradualmente ogni interferenza intermedia (un esempio perfetto da questo punto di vista è quello riportato da Elias Canetti quando racconta del sultano che per avere il controllo perfetto dello stato espelle tutto il popolo sparando via a cannonate gli inamovibili), nel moto orizzontale l’azione è suscettibile di interpretazione e quindi di scelta. Maggiori sono le competenze delle forze e maggiore è la varietà di azioni potenzialmente possibili.
Da un punto di vista simbolico il dinamismo tangenziale o orizzontale è rappresentato dal centro del simbolo della Croce presente con questo significato in tutte le culture (un esempio è dato dalla figura originaria della svastica indiana-cfr R. Guenon): esso rappresenta il punto di equilibrio fra la tendenza a discendere e quella ad ascendere, tuttavia gli angoli ripiegati alle estremità della svastica indiana esprimono perfettamente il procedere che nasce da questo equilibrio dinamico.
Il bilanciamento dinamico raffigura proprio una dinamo che sfrutta l’oscillazione dei due bracci della bilancia: per generare energia e quindi movimento la bilancia non può rimanere immobile, né le sarebbe consentito. Solo il governo dell’oscillazione da parte degli esseri animati e quindi dell’uomo consente il dinamismo. Questo può essere casuale e assoggettato ai cicli storici delle età dell’oro e del kali yuga (di micro o macro dimensione), ma può essere moderato e indirizzato dalle funzioni più elevate degli esseri viventi. Sull’uomo, in particolare grava soprattutto questa responsabilità etica e spirituale. Ogni tendenza ad estremizzare una delle due dinamiche gli farà perdere sempre più il controllo della situazione e le conseguenze non potranno che essere drammatiche, sia nel caso che questa forza raggiunga il suo punto di non ritorno che in quello più frequente che si debba fare ricorso in maniera intensiva alla forza opposta perché si è indugiato troppo a godere dei benefici della prima a scapito dei danni prodotti nel resto dell’ecosistema che si finiva per ignorare.

Aspetti particolari

L’interesse che questi due vettori generali rivestono per il DBM non è di natura scientifica, ma sostanzialmente culturale, ovvero antropologica, spirituale, sociale, psicologica.
L’uomo tende a percepire le forze sociali in maniera dialettica: Ascensionale contro Gravitazionale e viceversa proprio per evitare il proprio coinvolgimento energetico e morale nella gestione dinamica dell’equilibro che crea il procedere orizzontale, l’avanzare generato dallo sfruttamento interattivo dei due vettori. Da questa contrapposizione nasce l’illusione del dualismo e le principali dipendenze o forme di attaccamento individuate in molte culture come quella buddista.
Ritroviamo questa rappresentazione in molte culture, ma a me piace citare soprattutto la pratica del Tai-Chi o della ginnastica cinese che distingue due tipi di gestualità: quella a forma angolare (quadrato o cubo) correlata alla terra e quella a forma circolare (cerchio o sfera) associata al cielo.

Questo metodo non ha valore solo in chiave teorica, ma solo in quanto può guidare determinate tecniche. Nella mia esperienza ho potuto svilupparlo adattandolo ad alcune pratiche cliniche, organizzative, terapeutiche, sociali e così via. Non si tratta di inventare strumenti nuovi, ma piuttosto di usare quelli che abbiamo in maniera compensatoria, collaborativa e negoziale.

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